Fendente 2.0

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fendente.it
venerdì, 10 luglio 2009

Dopo aver tuonato sull'africanità di Roma ora tocca alla capitale lombarda.

Berlusconi: "Milano sembra l'Africa". Ma poi si scopre che per attaccare i manifesti della Lega si usano immigratti clandestini. Che coerenza!

Lo sporco cittadino e il terrore dell'Africa in casa (secoli fa il tormentone erano i turchi) sono diventati le più grandi preoccupazioni di Silvio Berlusconi. Dopo aver tuonato contro lo sporco di Roma  , irritando non poco il sindaco della capitale e alleato di partito Alemanno, ora il premier rimprovera Milano.

"Milano sembra una città africana. In alcune città, a camminare per il centro, vedendo il numero di cittadini stranieri, sembra di essere proprio in una città africana". Con queste parole di sapore leghista il premier ha deciso di concludere la campagna elettorale in un discorso al Palaghiaccio.

Battuta non è del tutto innocente, anzi. E' un tentativo da parte di Berlusconi di strappare qualche voto alla Lega che da quelle parti vince elezioni dopo elezioni. Ma   Umberto Bossi  , che politicamente non è un ingenuo raffredda subito le aspettative di Silvio dicendo ai giornalista "al Nord vinciamo noi", come a voler marcare il suo territorio.

Oltre agli attacchi alla sinistra e alla città di Milano giudicata troppo multietnica Berlusconi si è vantato della sua straordinaria capacità di lavoro nonostante l'impegno della campagna elettorale: "Ho ridotto il tutto a tre giorni di campagna, io sono un presidente operaio che lavora dalle 7 alle due di notte. Solo per domani ho 8 interventi in tv".

Tutti d'accordo dunque sul "non passa lo straniero" di Lega e Pdl ma quando si guarda più da vicino la campagna elettorale non mancano le stranezze. L'altra notte a poca distanza dalla Stazione centrale di Milano e dalla sede della Regione un gruppo di immigrati nordafricani che non parlavano l'italiano stavano attaccando manifesti elettorali per la Lega .

"La cosa più triste - ha detto il consigliere communale Carlo Monguzzi, capogruppo dei Verdi nel consiglio regionale della Lombardia - è che non si rendevano conto che inneggiavano alla cacciata dei clandestini, cioè a loro stessi". Forse sarebbe il caso, come suggerisce Monguzzi, di suggerire al governo di sollecitare il ministro degli Interni Roberto Maroni "a intervenire sulla Lega che utilizza i clandestini come attacchini". E vuoi vedere che questi non avevano il permesso di soggiorno. (da Liberonews.it)

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