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Sansepolcro: spiegato il"...come mai?"
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""Sarà un'impressione e mi si potrà smentire, ma di recente - anche durante l'ultimo Consiglio comunale - ho avuto spesso la sensazione che pure tra gli esponenti della maggioranza (non tutti, non voglio fare di ogni erba un fascio) si sia diffusa la triste consapevolezza del totale fallimento del proprio mandato.
Il tracollo è evidente: niente va per il verso giusto, il Sindaco si barcamena in maniera estremamente goffa e la maggioranza vive in uno stadio di equilibrio da castello di carte, senza nulla dell'eleganza di un castello di carte.
Sembra proprio che basti un soffio di vento a buttare tutto all'aria. E allora cos'è che manca? Perché non succede niente?
Be', a dare concretezza al malessere diffuso tra i biturgensi (compreso l'ex elettorato Polcri, in larga parte evidentemente deluso) basterebbe una cosa sola: un'alternativa credibile.
Che non c'è. Va detto chiaramente. Forse dovrei essere più fazioso, invece credo sia il momento dell'analisi, senza condizionamenti elettoralistici. E la prima domanda da porsi in questa fase è: esiste un'alternativa a questo pessimo governo? Se escludiamo il commissario prefettizio, la risposta è no. Davvero pensiamo che al momento quella che è numericamente la principale forza di opposizione, il Partito Democratico, sia come struttura nazionale, sia come circoli di Sansepolcro, offra una classe dirigente in grado di governare la città? Cioè: se ci accontentiamo di emulare
Se ci spostiamo a sinistra del Pd, troviamo Rifondazione che annaspa nelle difficoltà del partito romano: pure sono convinto che, se riusciranno a non implodere nell'autoreferenzialità di dibattiti troppo logoranti e sapranno aprirsi alla società, le forze anticapitaliste avranno grandi possibilità di tornare ad avere un ruolo utile nella fase di conflitto sociale che si aprirà di qui a qualche mese. Resta il fatto che al momento anche il Prc è una realtà inevitabilmente debole, inutile negarlo.
Ancora peggio messe mi sembrano le altre realtà varie ed eventuali: da una Sinistra e Libertà che al Borgo non ha preso piede e che a livello nazionale si sta già sfaldando, a un'Italia dei Valori che pur avendo intercettato un sacco di voti di protesta è una forza effimera, priva di una base programmatica significativa, almento secondo me. Fino a una Viva Sansepolcro in grande crisi di identità, che addirittura si ritrova un gruppo consiliare diviso, con due membri all'opposizione e uno in maggioranza, e ha un assessore in Giunta e uno epurato col massimo del disprezzo. E per inciso, ha anche alcuni esponenti che sostengono l'IdV e altri che Di Pietro non lo possono vedere. Ad ogni modo: non ha più nulla della forza popolare che ebbe un ruolo determinante nel logorare gli incancreniti governi di centrosinistra che hanno preceduto l'avvento salvifico di San Franco Polcri.
Il contesto è deprimente, ma si incastona alla perfezione dentro la crisi di una politica che non offre più strutture e competenze in grado di governare tanto i Comuni quanto gli Stati. Oggi tutto è abbandonato all'improvvisazione, per tante ragioni, tra le quali un ruolo non positivo lo giocano anche certe sfumature della cosiddetta antipolitica. E così tutto il potere resta facilmente ad altre lobby, meno o per nulla controllabili dalla gente.
Serve una svolta, ma per andare dove?
Che si chiamino (ciascuna con le proprie caratteristiche e il proprio ben diverso grado di legalità) Confindustria, o mafia, o Logge Massoniche varie.(da il pollo della valtiberina.it)