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Il boom dei lavoratori precari
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I dati della Cgia di Mestre: in 5 anni aumento del 16,9%, il record al Sud
Negli ultimi cinque anni i lavoratori precari i in Italia sono aumentati del 16,9% e lavorano soprattutto nel Sud del paese. A dimensionare il mondo dei lavoratori flessibili presenti in Italia è
Alla fine del mese di settembre, rileva
«Infine, - aggiunge Bortolussi - non va nemmeno dimenticato che una buona parte di questi precari sono assunti nel pubblico che nel Mezzogiorno continua ad essere un serbatoio occupazionale ancora molto significativo». Se i 940.400 precari occupati nel Sud costituiscono il 33,4% del totale nazionale, a Nord ovest sono 692.600 (pari al 24,6% del totale), nel Centro 606.000 (21,5%) e nel Nordest (ultimo della graduatoria) "solo" 573.700 (20,4%). Ma l’analisi della Cgia di Mestre si è soffermata anche sull’orario medio settimanale di alcune di queste figure. Se un co.co.pro. mediamente ogni settimana lavora 31 ore, un prestatore d’opera occasionale è occupato per 23, contro una media settimanale di un operaio assunto a tempo indeterminato pari a 37 e di un impiegato sempre con il posto fisso pari a 35. La cosa interessante, conclude Bortolussi, «è che tra gli impiegati e gli operai con un posto di lavoro stabile oltre il 50%, cioè 7.669.000 occupati su un totale di 15.181.000, lavora effettivamente più di 40 ore settimanali contro una media delle due categorie messe assieme pari a 36. Almeno in linea teorica ci sono le condizioni, per alcuni settori produttivi, di ragionare sull’ipotesi di introdurre la settimana corta in funzione anti-crisi».(da